Banca d'Italia ha pubblicato uno studio che analizza come il rischio climatico di transizione possa influenzare il rischio di credito delle imprese. In particolare, l'analisi è stata condotta utilizzando le emissioni di carbonio delle aziende e le Expected Default Frequencies (EDFs) stimate da Moody’s per 1308 aziende, dal 2008 al 2022.
Cosa sono le Expected Default Frequencies?
Sviluppata da Moody's Analytics, l'Expected Default Frequency indica la probabilità di default da parte di una società e si basa su 3 fattori:
- il valore di mercato degli asset (stimato da Moody's Analytics),
- la volatilità degli asset,
- il punto di default, ossia il livello del valore di mercato degli asset di una società al di sotto del quale la società non sarà in grado di effettuare i pagamenti programmati del debito.
Banca d'Italia impiega tale metrica per i seguenti aspetti:
- Dati proprietari e probabilità fisiche di default: Moody's sfrutta dati reali di default per calcolare probabilità fisiche, eliminando così l'influenza delle componenti legate all'avversione al rischio, che potrebbero complicare l'interpretazione dei dati stessi.
- Analisi del rischio climatico: l'EDF permette di studiare l'impatto dei rischi climatici sulle probabilità di default di un'impresa su orizzonti temporali di 1, 5 o 10 anni, con l'obiettivo di comprendere come i rischi di transizione possano influenzare le performance aziendali nel lungo periodo.
- Scomposizione in componenti: grazie alla possibilità di scomporre l'EDF nei suoi componenti principali, è possibile disaggregare l'effetto delle emissioni di carbonio sui vari driver del rischio di credito, fornendo così un'analisi più precisa e dettagliata.
Come i rischi climatici influenzano il rischio di credito? Le evidenze di Banca d'Italia
Lo studio condotto da Banca d'Italia ha messo in luce alcuni risultati significativi che potrebbero avere un impatto diretto sulle strategie aziendali, in particolare per quanto riguarda la gestione dei rischi climatici e il rischio di credito. I principali risultati emersi dallo studio sono:
- Emissioni dirette e rischio di default: successivamente all'Accordo di Parigi, è stato osservato che le imprese con emissioni dirette più elevate presentano una probabilità di default maggiore, anche all'interno della stessa classe di rating creditizio. Questo evidenzia l'importanza delle politiche mirate alla riduzione delle emissioni di carbonio, non solo per ridurre il rischio di transizione, ma anche per migliorare la solvibilità delle imprese. L'Accordo di Parigi sembra agire come un fattore determinante nell'aumento del rischio di credito, amplificando il rischio di transizione climatica. In particolare, l'analisi ha rivelato che questa influenza si manifesta principalmente attraverso l'aumento della volatilità degli asset, con un impatto maggiore per le imprese ad alte emissioni.
- Relazione tra intensità di carbonio e rischio di credito: lo studio ha confermato una relazione positiva tra l'intensità di carbonio e il rischio di credito, indicando che le imprese con un'impronta di carbonio più alta, all'interno dello stesso settore, incorrono probabilità di default più elevate. Questo suggerisce che il rischio climatico stia diventando un fattore sempre più rilevante per gli investitori, che potrebbero penalizzare le aziende con un impatto ambientale maggiore.
Conclusione
Lo studio di Banca d'Italia sottolinea come il rischio climatico di transizione stia diventando un fattore sempre più determinante nella valutazione del rischio di default delle imprese, soprattutto a partire dall'Accordo di Parigi. In particolare, le emissioni assolute (misurate come emissioni totali di Scope 1) sono significativamente correlate con gli EDFs, soprattutto attraverso l'aumento della volatilità degli asset.
Questi risultati evidenziano l'urgenza per le imprese di adottare strategie sostenibili che integrino gli aspetti climatici, oltre alle tematiche sociali e di governance, al fine di aumentare la loro resilienza e competitività nel contesto economico attuale. In un mondo in cui i rischi climatici sono sempre più rilevanti, le aziende che investono nella sostenibilità possono beneficiarne in termini di stabilità e accesso a capitale.