Approfondimenti
Analisi e aggiornamenti su ESG, business plan, supply chain e innovazione digitale

2025-10-23
La dimensione informativa oltre il bilancio: l'impatto delle comunicazioni non finanziarie sulle performance aziendali
Banca d'Italia ha recentemente pubblicato uno studio inerente all'impatto della riduzione degli oneri amministrativi per le micro imprese (c.d. bilancio micro) sulle performance aziendali.
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2025-09-23
Oltre il Greenwashing: focus sul Carbon Washing e i rischi per le aziende
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), insieme alla Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC), ha recentemente pubblicato un documento operativo riguardante le metodologie per mitigare i rischi associati alla pratica del carbon washing .
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2025-08-06
Transizione sostenibile e reporting: i dati EFRAG sulle imprese italiane non finanziarie
Nel corso del 2025 si sono verificati importanti sviluppi nel campo della rendicontazione di sostenibilità. Da un lato, è entrata in vigore la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), recepita nell’ordinamento italiano con il d. lgs. n. 125 del 6 settembre 2024 . Parallelamente, la Commissione Europea ha presentato la proposta nota come " Omnibus " (primo pacchetto adottato nell’aprile 2025), con l’obiettivo di semplificare la normativa europea in materia di rendicontazione di sostenibilità.
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2025-07-31
Sostenibilità e PMI: la Commissione Europea pubblica la raccomandazione sull'adozione degli Standard VSME
Il pacchetto Omnibus per la semplificazione normativa sulla rendicontazione di sostenibilità compie un nuovo passo avanti: il 30 luglio 2025, la Commissione Europea ha pubblicato una raccomandazione sull'adozione degli Standard volontari per le PMI ( VSME ), sviluppati da EFRAG. Questi standard sono rivolti alle realtà attualmente escluse dall'ambito di applicazione della Corporate Sustainability Reporting Directive , offrendo loro un quadro di riferimento chiaro e accessibile.
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2025-07-22
Rischio climatico di transizione e rischio di credito: i risultati di Banca d'Italia per le Imprese
Banca d'Italia ha pubblicato uno studio che analizza come il rischio climatico di transizione possa influenzare il rischio di credito delle imprese. In particolare, l'analisi è stata condotta utilizzando le emissioni di carbonio delle aziende e le Expected Default Frequencies (EDFs) stimate da Moody’s per 1308 aziende, dal 2008 al 2022.
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2025-07-15
Crisi d'impresa: perché oggi è (ancora di più) responsabilità condivisa
Negli ultimi anni, il tema della crisi d'impresa ha assunto un rilievo sempre più centrale, sia dal punto di vista normativo che operativo. Non si tratta più di una questione che riguarda esclusivamente l'imprenditore, ma coinvolge un ecosistema complesso di soggetti: dipendenti, fornitori, creditori, istituzioni.
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2025-07-10
Il Modello 231: un alleato strategico per la gestione dei rischi e la sostenibilità aziendale
Introdotto nel 2001, il Modello 231 si è affermato come uno strumento fondamentale per le imprese che intendono adottare un sistema di gestione efficace e responsabile. Grazie alla sua capacità di mappare i processi aziendali e di individuare rischi e responsabilità, rappresenta un valido supporto per strutturare l'organizzazione in modo coerente rispetto a dimensioni e complessità operative.
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2025-07-03
La natura come stakeholder: un nuovo approccio per integrare sostenibilità e contabilità d’impresa
Oggi, in un contesto in cui le sfide ambientali sono sempre più pressanti e la consapevolezza sociale in crescita, è evidente quanto la natura influisca direttamente sulla disponibilità delle risorse, sulle catene produttive e, di conseguenza, sul business aziendale. Un esempio concreto di questa dinamica è fornito dalla ricerca di Illy sul caffè Arabica. Con la previsione di una riduzione del 50% dei terreni adatti alla coltivazione di caffè Arabica entro il 2050, Illy ha collaborato a un progetto di sequenziamento del genoma del caffè Arabica , mettendo a disposizione i risultati per i coltivatori. In questo modo, i produttori possono adattare le piante alle sfide del cambiamento climatico, come l’aumento delle temperature, le siccità e le inondazioni. A fronte di scenari come questo, diventa imprescindibile riconoscere la natura come uno stakeholder all’interno dei processi decisionali aziendali. Tuttavia, questa integrazione solleva due sfide principali: Conflitto tra interessi ambientali e sociali e obiettivi finanziari: come bilanciare le esigenze economiche con quelle ambientali? Mancanza di un riconoscimento formale della “Natura” come stakeholder nei sistemi di rendicontazione finanziaria, impedendo di trattarla come un elemento da "remunerare" o includere nella distribuzione del valore creato. Quest'ultima barriera potrebbe essere superata attraverso interventi normativi che impongano obblighi di compensazione ambientale, spingendo così le imprese a internalizzare i costi e le responsabilità derivanti dalle proprie attività. Un nuovo modello: la Sustainable Value Table (SVT) La risposta a queste sfide arriva dallo studio Calculating Sustainability – Can Accounting Save the World? , che propone la Sustainable Value Table (SVT) , un modello contabile pensato per collegare la dimensione finanziaria (rappresentata dal conto economico espresso in termini di valore aggiunto, in cui è presente anche la “Natura” come stakeholder) alla dimensione non finanziaria espressa attraverso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ( Sustainable Development Goals, SDGs ). Tale matrice SVT, riportata nella figura seguente, promuove un approccio di doppia materialità, richiamato dai principi ESRS, orientando le imprese verso decisioni più sostenibili e olistiche. Indipendentemente dal settore in cui l’impresa opera, la matrice SVT rappresenta uno strumento per comprendere come le attività aziendali possano contribuire a uno o più SDGs. Un approccio pratico per la sostenibilità Nella pratica, l’impresa può classificare gli SDGs in due categorie principali: Incremento delle esternalità positive Riduzione delle esternalità negative Ad oggi, la definizione troppo ampia degli SDGs ne rende difficile l’associazione a specifiche voci di bilancio. Per questo motivo, la SVT è principalmente utilizzata come strumento qualitativo per mappare l’attuale stato della creazione di valore, individuare aree di miglioramento e orientare le strategie aziendali. La SVT supporta l’ottimizzazione degli aggiustamenti a breve termine nella distribuzione del valore per compensare gli impatti negativi derivanti dalla creazione di valore. Un futuro possibile per la rendicontazione sostenibile Sebbene oggi la Sustainable Value Table non sia ancora uno strumento maturo per essere utilizzato come metodo di rendicontazione, rappresenta già una risorsa preziosa per orientare le politiche aziendali, gli investimenti e le pratiche di sostenibilità. Le risultanze emerse dall’ impiego della matrice SVT potrebbero essere incluse nelle dichiarazioni di sostenibilità, contribuendo a rendere più trasparente e strategico il legame tra l’attività dell’impresa e i suoi impatti ambientali e sociali.
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2025-06-12
Dichiarazione di sostenibilità: quali vantaggi possono ottenere le imprese condividendo i propri impegni e risultati?
Nonostante il rinvio delle scadenze per l'implementazione degli obblighi di rendicontazione sulla sostenibilità (cosiddetto "Stop the Clock"), la domanda di trasparenza da parte degli investitori sulle metriche ESG continua a crescere. Questo trend ha avuto un impatto positivo sulle imprese, portando a una riduzione del loro costo del capitale proprio, in particolar modo per la divulgazione delle tematiche sociali successivamente all’Accordo di Parigi del 2015.
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2025-05-15
Guida alla gestione della crisi d'impresa
Con l'adozione del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCI) la riforma del diritto fallimentare, ha introdotto un nuovo approccio alla gestione della crisi d'impresa, passando da una legge che forniva strumenti per intervenire quando l'impresa era già in stato di insolvenza conclamato, ad un codice che mira a prevenire lo stato di insolvenza e ad intervenire tempestivamente per preservare la continuità aziendale.

2025-05-02
Dichiarazione volontaria sulla sostenibilità per le PMI: cosa ci dice la consultazione del MEF
Contesto I recenti aggiornamenti normativi segnano una pausa temporanea negli obblighi di rendicontazione per le grandi imprese.
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2025-04-15
Rinvio obblighi CSRD: Opportunità o ritardo? Le imprese devono fermarsi o accelerare?
Il panorama normativo odierno: cosa c'è da sapere? A fine febbraio 2025, la Commissione Europea ha presentato il pacchetto “ Omnibus I ”, con l'obiettivo di ridurre gli oneri di rendicontazione e rafforzare la competitività, pur mantenendo gli obiettivi strategici del Green Deal . In tale contesto, il Parlamento Europeo ha approvato la proposta “ Stop the clock ”, che rinvia le seguenti scadenze normative: Corporate Sustainability Due Diligence Directive ( CSDDD ): gli Stati membri avranno un anno in più per recepire le disposizioni nella legislazione nazionale. Lo stesso rinvio riguarda le imprese UE con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato netto superiore a 1,5 miliardi di euro, così come le aziende non UE con fatturato nell'UE superiore a tale soglia. Corporate Sustainability Reporting Directive ( CSRD ): le grandi imprese con più di 250 dipendenti o un fatturato superiore a 40 milioni di euro (c.d. seconda ondata) dovranno fornire per la prima volta informazioni sulle loro misure sociali e ambientali nel 2028, anziché nel 2026. Le PMI quotate (c.d. terza ondata) forniranno tali informazioni nel 2029. Sostenibilità volontaria: un’opportunità da cogliere? Il pacchetto “Omnibus I” sottolinea l'importanza della dichiarazione volontaria di sostenibilità per le imprese non soggette agli obblighi di rendicontazione obbligatoria. La Commissione Europea prevede di pubblicare una raccomandazione sulla rendicontazione di sostenibilità volontaria, in attesa dell'adozione di un atto delegato dedicato, basata sugli standard VSME elaborati da EFRAG e pubblicati a dicembre 2024. Il rinvio concesso dallo "Stop the clock" rappresenta una leva strategica per le aziende che desiderano migliorare la propria resilienza in un contesto economico incerto. Le tematiche ambientali, sociali e di condotta aziendale, oggetto della dichiarazione volontaria di sostenibilità, offrono alle imprese l'opportunità di adottare scelte aziendali più consapevoli, cogliere nuove opportunità di business e rafforzare la propria posizione nel mercato. Questi sviluppi a livello europeo si inseriscono in un contesto più ampio, dove anche a livello nazionale sono state adottate iniziative mirate a supportare le piccole-medie imprese nella transizione verso pratiche più sostenibili. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (di seguito, MEF) ha istituito un Tavolo per il coordinamento sulla finanza sostenibile, con l’obiettivo di supportare le PMI italiane nella raccolta di informazioni sulla sostenibilità, seguendo un principio di proporzionalità legato alla dimensione dell’impresa. A seguito della consultazione avviata nell’agosto 2024, il Tavolo ha pubblicato nel dicembre 2024 una versione aggiornata con l’obiettivo di fornire un modello di riferimento per la standardizzazione delle informative di sostenibilità. Questo modello è progettato per supportare le imprese nella comprensione e gestione delle tematiche ambientali, sociali e di governance, facilitando così un approccio più strutturato alla sostenibilità. Adottare una dichiarazione volontaria di sostenibilità porta diversi vantaggi per le PMI: Miglior accesso a finanziamenti : le imprese possono beneficiare di condizioni più favorevoli e costi ridotti. Accesso prioritario a incentivi : le PMI potrebbero avere la possibilità di ottenere agevolazioni e incentivi in modo più rapido. Migliore gestione dei rischi : raccogliere dati sulla sostenibilità consente di pianificare meglio gli investimenti e monitorare i rischi. Maggiore resilienza : le imprese migliorano la loro capacità di gestire gli impatti derivanti da shock energetici e ambientali. Rafforzamento della reputazione aziendale : una maggiore trasparenza e attenzione alla sostenibilità può migliorare l’immagine dell’impresa nel mercato, incrementando la fiducia dei consumatori. Questi benefici rendono la dichiarazione volontaria di sostenibilità una scelta strategica per le PMI che desiderano migliorare la loro competitività e resilienza nel lungo periodo. Technesthai, con il suo prodotto per la pianificazione finanziaria - Dynamic Business Planner (DBP) - ha attivato il modulo Dynamic Sustainability Report con l’obiettivo specifico di facilitare la PMI nella rendicontazione ESG: il modulo incorpora già la possibilità di creare un report di sostenibilità allineato alla metodologia MEF e conforme alla normativa europea, oltre ad attivare piani di investimento specifici per migliorare la performance ESG. Visita la nostra pagina Prodotti per scoprire di più.
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2025-04-14
Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD): Guida ai contenuti e alle tempistiche di implementazione
La CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive) punta a rendere le imprese responsabili degli impatti sull'ambiente e sui diritti umani lungo tutta la catena del valore, imponendo obblighi di due diligence sull'intera supply chain per favorire una transizione sostenibile e tutelare persone e pianeta. Scopri tutte le novità e gli aggiornamenti sul tema scaricando la presentazione!